Il Partito della Nazione


20 ottobre, direzione nazionale del Partito Democratico: “Il Pd – ha spiegato Renzi – deve essere un partito che si allarga, Reichlin lo ha chiamato il Partito della nazione, che deve contenere realtà diverse.”
Che nome sinistro (niente affatto di sinistra), il Partito della Nazione!
Mi pare innanzi tutto una definizione ossimorica. Se partito è “intrinsecamente parte”, coniugarlo con un termine “totalitario” come “Nazione” significa innescare un corto circuito lessicale (e non solo), che fa affiorare alla mente altri “partiti nazionali”.
Renzi “Duce”, Renzi “Führer”? Sciocchezze. La Storia non si ripete e, quando sembra che lo faccia, essa assume i contorni della farsa.
Eppure, qualche attenzione bisognerà pure porla a questa locuzione che è venuta ad arricchire ulteriormente il nostro vocabolario politico.
Iniziamo a intenderci sul termine “Nazione”.
Natio” in latino ha la stessa radice di “nascor” e dunque è collegata alla stirpe o, se si vuole, alla razza. In età romana la parola non assunse mai un significato politico preciso, come invece fu il caso di “populus”.
“Nazione” fu dunque per molti secoli in Occidente un concetto eminentemente culturale. Solo con il nascere dei grandi stati nazionali (la Spagna della Reconquista, la Francia del Grand Siècle), l’idea di Stato e di Nazione inizieranno ad identificarsi. Per la Germania e l’Italia il percorso sarà ancora lungo e giungerà a termine solo nella seconda metà del XIX secolo.
Rousseau considera la Nazione un soggetto collettivo, il protagonista democratico della vita degli Stati (“il principio di ogni sovranità risiede essenzialmente nella Nazione”, come recita l’art. 3 della “Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino”). Si tratta di una definizione profondamente identitaria, ostile al cosmopolitismo e che si pone alle radici del pensiero nazionalistico successivo (E’ noto l’antieuropeismo ante litteram di Rousseau, il quale dichiarava: “ non esistono più Francesi, Tedeschi, Spagnoli e neppure Inglesi, ma solo Europei, i quali si sentono a casa loro dovunque c’è denaro da rubare e donne da sedurre”.
Con Herder la Nazione si fa “Natura” e si caratterizza per una ancora più accentuata individualità storico-culturale, che deve mantenersi immune da influenze esterne. E’aperta qui la strada, attraverso Fichte (Discorsi alla Nazione tedesca), che condurrà, anche se non in maniera deterministica, al nazismo del “Blut und Boden” e della supremazia della “razza tedesca”.
In Italia, Mazzini riprende l’idea organica di Nazione nell’unità di cultura e politica (per Manzoni l’Italia è “Una. D’arme, di lingua, d’altare, di memorie, di sangue, di cor”), in cui non sono i singoli cittadini ad essere protagonisti, come voleva la tradizione illuminista, ma il popolo nel suo insieme.

Su questo sentiero, anche se radicalmente estranea all’idea di libertà che permeava il pensiero mazziniano, si colloca la definizione fascista di Nazione: “ La Nazione non è la semplice somma degli individui viventi né lo strumento dei partiti pei loro fini, ma un organismo comprendente la serie indefinita delle generazioni di cui i singoli sono elementi transeunti; è la sintesi suprema di tutti i valori materiali e immateriali della stirpe”.
Entro questo orizzonte “totale”, fatto di “sangue e suolo”, in cui le scelte individuali sono necessariamente soggette alla morale superiore dello Stato Etico, il Parlamento non può che essere “la cloaca parlamentare” di cui parla Hitler o la mussoliniana “aula sorda e grigia”, in cui far bivaccare i celebri manipoli.
Mi rendo conto di aver divagato non poco, ma quando si usano parole tanto pesanti e cariche di storia come “il Partito della Nazione” bisognerebbe essere più cauti e prestare meno attenzione al linguaggio degli slogan, pronunciati per suscitare reazioni, qualunque esse siano. Tanto più che le profonde e rapidissime trasformazioni culturali e antropologiche cui stiamo assistendo interessano anche concetti e prassi fino a poco tempo fa consolidate e ai quali confessiamo di essere ancora “affezionati”, quali l’ esercizio democratico del potere, la libertà di espressione, la difesa dei diritti,
Ad esempio: il Movimento 5 Stelle ha posto, pur se confusamente e in modo rozzo, la questione del rapporto tra elettore, decisore politico e rete; la stessa ubiquitosa presenza in Tv, radio, giornali e social network del presidente del consiglio, che annuncia leggi, provvedimenti, prospettive d’azione, “fa politica”, insomma, servendosi direttamente e senza contraddittorio dei media, sta producendo una evidente perdita di centralità del Parlamento (peraltro sequestrato da grottesche leggi elettorali), che sta diventando mera cassa di risonanza di volontà che si formano al suo esterno. Basta osservare l’esponenziale aumento della decretazione d’urgenza e del ricorso ai voti di fiducia.
In un contesto tanto turbato e confuso, il richiamo alla Nazione e a un suo condendo Partito, deve essere preso sul serio. Esso risveglia spinte identitarie utili a compattare il Paese nei tempi calamitosi in cui viviamo, ma non può non sollevare interrogativi.
E’ evidente l’insofferenza di Renzi per le ”pastoie democratiche”, per tutto quello, persone o norme, che rallenta, intralcia il suo cammino modernizzatore, obietta, dissente. Per carità, i “dissidenti” vanno ascoltati, officiando così quella che è diventata una liturgia democraticistica, ma poi accuratamente messi da parte in nome di un decisionismo del capo, eletto plebiscitariamente in luoghi e in modi ancora non verificati e che ascolta solo se stesso e, forse, la sua fedele, mediocre Gefolgschaft.
Al giornalista che gli chiede se a lui piaccia il Partito della Nazione Cacciari risponde: “Io lo detesto! E’ una boutade populistica per arraffare voti e conquistare un’egemonia attorno alla figura di un leader.”
Speriamo sia solo questo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...