STORIA DI ORDINARIO DEGRADO URBANO


Ho avuto modo di parlare già in precedenza dell’incultura che governa da anni Roma e la politica del territorio (vedi “Tristitia Urbis: una riflessione a partire da un nonnulla”, febbraio 2014, sez. costume). Lo scempio estetico (oltre che etico) della Città è dinnanzi agli occhi di tutti e gli esempi si moltiplicano, giorno dopo giorno, contribuendo a generare una sorta di anestesia per il Bello, alla lunga foriera di una malattia grave dello spirito, che si chiama volgarità e che spesso è prodromo di illegalità e criminalità. Prendo un caso che mi è topograficamente contiguo: l’area verde ricavata al di sopra del parcheggio coperto collegato alla stazione della Metro B1 di Sant’Agnese e Piazza Annibaliano. Al termine dei lavori e con l’apertura della nuova metropolitana si sperava prossima anche l’apertura del parcheggio quadripiano. Sono trascorsi ormai oltre tre anni dal giugno 2012 e nulla si è mosso in questa direzione, mentre sempre più evidenti sono i segni dell’abbandono e della sporcizia che si va accumulando in questa imponente sostruttura. Il peggio però e quello che è accaduto in superficie. Qui si è scelto saggiamente di non ricavare un ulteriore spazio sosta all’aperto, ma di attrezzare un’area verde, con panchine, lampioncini e viali di conglomerato chiaro (foto 1)

. immagine283

Come si può osservare, il disegno dell’area è decisamente mediocre, come insensata la scelta dei materiali di rivestimento: il progettista non ha infatti tenuto in alcun conto il contesto “alto” in cui andava a collocare l’opera, dominato dai resti imponenti della basilica circense detta di Annibaliano e dallo stupendo Mausoleo di Costanza, un piccolo, raro gioiello di architettura bizantina, entrambi rivestiti di una splendida cortina in laterizio. Con non poca e mal riposta presunzione, si è così costruita una sorta di grande piazza semi-ipogea, dominata da un campaniletto in cemento e da una specie di “trampolino inclinato” totalmente fuori scala, appoggiato su grandi plinti rotondi rivestiti in acciaio. Insomma, un’architettura urbana che ha stabilito con il proprio intorno il medesimo rapporto di un disco volante appena atterrato. L’area verde poi, con le sue aiole d’ordinanza, ospita muretti e volumi di servizio della Metro, foderati di travertino o con un rivestimento di color antracite, tutti in distonia con gli antichi monumenti che la sovrastano. Ma a questa insensibilità compositiva siamo ahinoi abituati da tempo. Il grave è che, per dirla con Longanesi, all’inaugurazione non è seguita alcuna manutenzione. Lasciata senza sorveglianza, pulita in maniera irregolare e approssimativa, con un impianto di irrigazione delle zone prative (ora solo macchie giallastre) fuori uso da tempo e lasciata in balia di disinvolti padroni di cani che vi circolano liberamente senza guinzaglio e senza museruola, nonostante i minacciosi cartelli di divieto (peraltro quasi tutti divelti), vittima di writers selvaggi, oggi appare totalmente e, credo, irrimediabilmente degradata (foto 2).

WIN_20150704_163533 Ecco dunque infilata un’altra perla nera nella collana degli orrori urbani che deturpa il volto di quella che un tempo era la più bella città meta del “Grand Tour”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...