Spigolature postreferendarie: Partito della Nazione o Partito dei Pensionati?


Ricevuto il duro colpo, l’ex presidente del consiglio ha dato segni di sbandamento: prima, a caldo, un discorso di pseudocommiato, intriso di retorica (ah, quel rapido cenno languido alla moglie Agnese! Ennesima, evidente citazione/imitazione dell’idolatrata coppia Barack-Michelle) e senza alcun cenno di autocritica per il pasticcio costituzionale che voleva far ingurgitare agli italiani.

Poi, più tardi, confortato dalle menti illuminate che lo circondano (pensate a Jim Messina, definito “il guru che fa sempre fiasco”, da Cameron a Clinton, passando per Rajoy e infine Renzi, pensate a Matteo Orfini e a Luca Lotti e ditemi se non vi viene in mente qualcosa a mezzo tra il bar Sport e il declino dell’Occidente), ha sposato la causa, prima aborrita, di andare al più presto alle elezioni, per ripristinare, dopo quattro anni di sospensione, le normali procedure decisionali di una democrazia, sospensione di cui è stato il maggior beneficiario, auspice Giorgio Napolitano.

Perché questo revirement? Non doveva, il Nostro, abbandonare la politica e cambiare mestiere? Il fatto è che, udite, udite, la sconfitta è stata solo apparente, poiché il SI ha ottenuto il 41% circa dei voti e quei voti sono tutti di e per Matteo. Semplice no?

Vorrei tuttavia sommessamente attirare l’attenzione su almeno un aspetto importante: oltre al fatto che assimilare il voto referendario al voto politico potrebbe essere drammaticamente fuorviante, l’analisi scomposta del dato elettorale ci mette di fronte a un elemento di giudizio di cui si parla troppo poco, cioè a dire la suddivisione dei votanti per fasce d’età.

In questo caso si è verificato quanto segue (fonte “Studio Quorum” per SkyTG24):

 Fascia d’età 18 – 34: NO 81% 

Fascia d’età 35 – 54: NO 67%

Fascia d’età over 55: SI 53% (all’interno di questa fascia la prevalenza del SI è dovuta agli over 65)

Dunque, ricapitolando, il 41% del fronte del SI, quello del cambiamento, del movimento, del progresso inarrestabile, dei rottamatori è composto in larghissima parte da ultrasessantenni.

Sono dunque queste le forze nuove su cui Renzi conta per risorgere dalle ceneri?

Se così è,  si capirebbe anche la fretta improvvisa con cui vuole tesaurizzare il risultato e andare a votare il prima possibile, prima cioè che sia troppo tardi e che gli immutabili cicli della Natura facciano il loro corso.

 

 

Annunci

1 thought on “Spigolature postreferendarie: Partito della Nazione o Partito dei Pensionati?”

  1. Perfettamente d’accordo. E la frecciata finale poi (che si abbia fretta di andare a votare per paura che la platea dei SI’ al referendum, composta per lo più – diciamo – da persone non giovanissime, possa ulteriormente assottigliarsi), è velenosa, ma temo ci colga. O almeno, che questa sia una componente della scelta. Non ci avevo pensato…!

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...